Radiohead: ‘Abbiamo finto di essere i Kula Shaker’

“Distruggevamo le registarzioni e cambiavamo il nome sui cd master”
I Radiohead hanno rivelato che malgrado il download gratuito del loro ultimo album – le uscite non ufficiali sono state molte e molto lunghe da arginare.
Da ‘Kid A’ in poi, in effetti, gli album dei Radiohead si scaricavano on line illegalmente; e questa volta, con ‘In Rainbows’ la band era determinata a tenere sotto controllo il fenomeno.
Addirittura si sono dati il nome di altre band mentre registravano i brani sui primi CD così nessuno sapeva cosa contenessero realmente.
Il bassista Colin Greenwood ha confessato: “Ci è sembrato un rischio enorme. Un po’ come in Mission Impossibile. Distruggevamo tutti i CD ogni giorno dopo la registrazione. E poi scrivevamo dei nomi ai quali probabilmente nessuno avrebbe dato troppo credito; 'Eagles: Greatest Hits', 'Kula Shaker demos', 'Phill Collins hip-hop covers'."
“In/Rainbows“Gli italiani hanno pagato più di tutti
Secondo il giornale belga Focus Knack, quando è uscito ‘In Rainbows’ a Ottobre, i fan italiani sono stati quelli disposti a pagarlo di più mentre i tedeschi, lo hanno pagato molto meno.
I Radiohead sono sulla copertine di NME di quseta settimana. All’interno, un’intervista esclusiva con il cantante Thom Yorke, dove parla per la prima di tutti gli aspetti di‘In Rainbows’.



